Il maestro del giallo-poliziesco
Ci sono stati indubbiamente molti cosiddetti “maestri” nel genere del giallo classico, ma il più importante, il più prolifico e poliedrico è a mio parere ( e non solo) è Ed McBain (o Evan Hunter o Salvatore Lombino o Richard Marsten, ecc…sulla storia dell’identità e del cambio di nomi e pseudonimi di McBain dedicherò un post più avanti). Il romanzo che prendo in considerazione è uno dei primi del famosissimo 87° distretto al quale Mcbain dedicherà decine e decine di puntate. Con l’irreprensibile Steve Carella, il fido Cotton Hawes, il faceto Meyer Meyer (del quale l’autore elargirà in quasi ogni romanzo dell’87°distretto l’assurda e simpatica spiegazione del suo nome), Bert Kling, Ollie Weeks e tutto il resto della cricca. Segue, come sarà per ogni capolavoro del quale parlerò, una recensione trovata nella rete e un mio commento personale.
ED MCBAIN
“Attentato Carella”
(1959)
Il mio giudizio su questo libro è quello di un lettore di parte, di un lettore che ama incondizionatamente ogni libro di Ed McBain e in particolar modo del suo meraviglioso 87° distretto.
Ma dovete fidarvi del mio parere!
Attentato Carella (brutta traduzione del romanzo Killer’s wedge) è uno dei primi romanzi della serie, e risale al lontanissimo 1959.
Ma la squadra c’è tutta, anche se ancora tratteggiata con la semplicità di un ciclo agli inizi.
E allora ritroviamo Steve Carella, Cotton Hawes, Meyer Meyer, il tenente Byrnes, Bert Kling… tutti insieme, come al solito.
Un romanzo dal ritmo travolgente e dalla trama insolita per un giallo. I più famosi detective della letteratura sono prigionieri nel loro distretto e dovranno difendersi da una donna intenzionata a vendicare la morte di suo marito, un criminale incallito.
Alta tensione dalla prima all’ultima pagina, con un crescendo che è proprio di pochissimi romanzi, ma che in questo caso cattura il lettore pagina dopo pagina.
E ogni volta, quando la soluzione sembra vicina, un altro colpo di scena, l’imprevisto, la falsa speranza… il tutto mentre Steve Carella, ignaro di tutto, svolge tranquillamente il suo lavoro e programma una splendida serata con la moglie. Devono festeggiare la notizia del loro primo figlio.
Travolgente è la parola esatta per questo romanzo, sebbene lo stile non sia ancora quello della maturità e il traduttore (forse la colpa è solo sua) ce la mette tutta a rovinare il lavoro nel suo complesso.
Fonte
Il romanzo “Attentato Carella” è uno dei primi che ho letto di Mcbain, ma è servito subito a darmi un’idea su quanto diverso potesse essere questo scrittore dagli altri autori di gialli, considerati classici, del periodo precedente. Le “puntate” dell’87° distretto, infatti, sono un mix di fattori che si intrecciano e si condizionano tra loro. Si parte dalle indagini cosiddette “di routine” della squadra di agenti del distretto e si finisce immancabilmente sempre con un caso spinoso tra le mani per uno di questi, a volte personale, a volte troppo coinvolgente, resta il fatto che questi agenti, e su tutti, quello che è un po’ il protagonista, Steve Carella, riescono sempre a cavarsela in qualche modo, non senza attraversare, però, momenti di tensione altissima che ci accompagnano in tutte le pagine del libro.
E proprio con “Attentato Carella” la tensione, presente sin dall’inizio, ci accompagna per tutto il romanzo fino ad un finale mozzafiato.
Indiscutibilmente magistrale a disegnare eventi e situazioni e a popolare migliaia di vite, così sorprendentemente diverse e reali, nell’ISOLA (teatro degli eventi dell’87° distretto, ci si riconosce facilmente New York) Ed Mcbain ci lascia una grande eredità narrativa e allo stesso tempo nei cinquant’ anni trascorsi a scrivere del distretto, la lettura dei suoi racconti fornisce uno spaccato realistico dell’evoluzione del crimine nelle metropoli americane.
Come per ogni libro qui citato, immancabile! Con la differenza che una volta letto questo, avrete voglia di leggervi tutti le altre storie dell’87° distretto…e sono più di cinquanta!!!
Che dire?
Niente…





Lascia un commento