Lo scrittore criminale
Non è da tutti avere una formazione letteraria come quella che ha posseduto Edward Bunker. Magari qualcuno può aver affrontato il suo stesso percorso, ma bisogna essere davvero bravi per unire le esperienze di vita ad uno stile letterario maturo e coinvolgente, come ci ha mostrato il buon Bunker durante la sua vita concitata ed esagitata (a cui dedicherò uno dei prossimi post). Dopo anni e anni passati letteralmente dentro e fuori dal carcere, Edward Bunker ha saputo reinventarsi prima come scrittore, successivamente come attore e sceneggiatore. Richiestissimo e amatissimo da molti registi cult del genere, è diventata una vera e propria icona della letteratura hard boiled e poliziesca. Dal capolavoro che pongo in analisi di seguito, è stato tratto anche il film “Vigilato Speciale” (1978), con Dustin Hoffmann e Bunker stesso in un ruolo minore. Gli amanti del genere non possono restare privi di una lettura del genere. Assolutamente imperdibile!
Edward Bunker
“ Come una bestia feroce”
(1963)

James Ellroy ha definito Come una bestia feroce “il più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano armata”, e forse basterebbe solo questo per recensirlo, ma qualche parolina personale devo spenderla pure io, no? Altrimenti è troppo facile tenere aperto il locale scopiazzando gli altri
Be’, da parte mia posso dire di non avere una conoscenza così enciclopedica del noir per fare affermazioni tanto sbilanciate quanto quella di Ellroy, ma che questo sia un gran libro è fuori discussione. Niente invenzioni fantasiose, nessun buonismo, né concessioni stilistiche. Solo tante verità, dure e senza speranze. Occhi spalancati su realtà degradate che tali resteranno, che non hanno altro futuro che una triste replica del presente, ugualmente squallida, se non peggiore.
Max Dembo è l’emblema dei reietti, di chi non ha altra scelta che essere un criminale. Uscito dal carcere si ritrova a contatto con un mondo ostile, una realtà in cui cerca di calarsi ma dalla quale si sente rifiutato, e che lui stesso sente “sbagliata”, come un abito cucito per un altro e che non si riesce a indossare. Gli altri vogliono che si comporti bene, e lui ci prova, anche se non ne è convinto. Ci prova e sopporta le umiliazioni, ma dentro sa che non durerà a lungo, prima o poi non riuscirà più a tollerare. La vita che vorrebbero imporgli non è fatta per lui. E allora fanculo a tutto, decide. Hanno fatto di lui un criminale: loro, con quelle belle casette col giardino curato e la macchina appena lavata e il lavoro ce l’ho e chissenefrega degli altri, loro che l’avevano sballottato in custodia di qua e di là come un pacco. Hanno fatto di lui un criminale e adesso non possono più cambiarlo. Al massimo possono evitarlo, temerlo, o braccarlo, arrestarlo di nuovo, se ci riescono. Ma non imporgli regole e piegarlo al loro volere. Le regole, Max Dembo se le fa da solo.
Un romanzo di una spietata lucidità che scava tra le pieghe della società e del suo rapporto col delinquente, che scandaglia il concetto di legge e di giustizia per concludere infine, implacabilmente, che sono parole vuote.
Un libro da leggere assolutamente, per capire come a volte vada la vita, quella vera.
Fonte
In tanti si sono ritrovati a dover fare i conti con Max Dembo, James Ellroy oltre a sponsorizzare il romanzo, in un suo intervento invitava a tenersi alla larga dal attraente protagonista, per non correre il rischio di dubitare da che parte stare…
Il romanzo ha una forte impronta autobiografica, e si vede. Gli stati d’animo e le situazioni e le descrizioni più minuziose, ti fanno immaginare lo scrittore chino sul tavolino malandato della cella a imbrattare fogli cercando di riordinare le idee…
Max Dembo è il personaggio più vero di tutto il genere letterario da noi amato, così scorretto, così crudo, con la sua filosofia “mi avete fatto diventare voi, così” e con il desiderio di andare sempre in fondo alle questioni in cui si impelaga. Il resto è tutto storia, la libertà condizionata, la fuga da essa, la cattività del ricercato, la rapina, il degrado di una Los Angeles sempre più protagonista in negativo della letteratura in questione…decorazioni essenziali della cruda descrizione della vita di questo criminale, per il quale un po’ tutti, alla fine del romanzo, ci troviamo a fare il tifo.
Uno scorcio di vita vera, criminale e vera, una testimonianza “diversa”, una volta tanto, da non condannare a priori, perchè negativa, c’è della rabbia forse repressa qui, e il libro è forse uno dei messaggi più forti di quelli del genere.
Importante, impareggiabile, innegabilmente impagabile.
Ti porta a sperare di non poterlo finire mai, più il libro si assottiglia e più l’agonia si consuma lenta.
Pensare che libri di questo genere potessero essere considerati spazzatura fino a qualche tempo fa è pazzesco.
E’ chiaro che se lo pensate anche voi, vi ritroverete il signor Dembo dietro la porta…
Scazzottate, ecco cos’altro c’è nel libro!!






mi rifiuto a lasciare commenti, fin quando non mi posti le foto del “sempre stimato” e della relativa tesi!