Almost Lucarelli, paura eh?

Una delle figure più imponenti della scena giallo-noir italiana dell’ultimo ventennio, Carlo Lucarelli, del quale ricordiamo anche la popolarissima trasmissione su RAI 3, Blu Notte, raggiunge l’apice della popolarità con questo romanzo uscito nel 1997, e poi tramutatosi in lungometraggio diretto da Alex infascelli alla sua opera prima. Obbligatoria la lettura, anche se bisognerebbe approfondire anche le altre opere dello scrittore poliedrico bolognese. segue, come al solito recensione e mio commento

Carlo Lucarelli
“Almost Blue”
1997

Almost blue è la musica che scandisce i giorni di Simone, un ragazzo cieco dalla nascita…
è il rumore ossessivo delle “campane di Satana” che martellano costantemente la testa dell’Iguana, uno psicopatico assassino che veste la pelle delle proprie vittime per purificare il proprio corpo…
è la difficoltà di Grazia, una giovane detective, di essere donna in un mondo di uomini…
ma è anche molto di più…
Attraverso gli occhi ora di Simone, ora di Grazia, ora dell’Iguana, siamo, infatti, guidati nei meandri di una Bologna parallela, dove il ritratto di ogni studente-tipo, sembra facilmente coincidere con quello del misterioso assassino, che si aggira indisturbato per la città.
Sarà Simone, che vive ogni istante collegato ad uno scanner, ad intercettare la voce dell’omicida e a collaborare con Grazia per risolvere il caso.
Ho letto molti romanzi di Lucarelli perchè mi affascina il suo modo di scrivere e la sua indubbia capacità di tenere alta la tensione… ma mai come in questo romanzo il lettore è trascinato in una realtà dove non c’è spazio per la paura perché ogni minuto che passa può distruggere una vita o salvarne un’altra, dove anche le voci possono essere colorate, e il pianto e la rabbia generare l’amore…
Fonte

Piccola perla di un Italia che deve sempre lottare per tenere vivo il genere, Almost Blue diviene anche fenomeno cinematografico (e verrà approfondito in seguito proprio in questo blog), vuoi per la sua storia contorta, per il finale mozzafiato, per la caratterizzazione maniacale dei personaggi e la sensazione di potersi ben immedesimare in ognuno di loro, o vuoi per la presenza di un serial killer così ben costruito e caratterizzato e una trama poliziesca degna di nota, ha la capacità e lo stile di farvi restare attaccati al libro, mentre fuori succede di tutto: terza guerra mondiale, terremoti e Tsunami nell’Adriatico. Il ritmo dell’opera è infatti incalzante, e poi Lucarelli ci offre un saggio di scrittura notevole in più punti, ma è insuperabile, quando, nel corso della storia, ci fa vedere (a colori), dagli occhi del protagonista non vedente. Consigliato a chi si sente blue, ma in fondo anche a chi noir lo è dentro!

~ di diggy358 su Maggio 1, 2008.

Lascia un commento