Noir Fest 2008 a Courmayeur: il resoconto

Mi sono ricordato in questi giorni di aver iniziato a parlare di noir su questo spazio a Marzo scorso e che quindi, per quest’anno, ci siamo persi il Festival Noir per eccelenza: il Noir Festival di Courmayeur!!! Rammaricato ma anche motivato per il prossimo anno (organizzeremo una gita in furgone, o in macchina dipende da quanti appassionati siamo…le iscrizioni sono aperte sui commenti di questo post per tutto l’anno), o cercato in rete qualcuno di autorevole che fosse stato presente al festival e avesse avuto la buona idea di raccontarlo. Grazie all’Angolo Nero e a Ida Ferrari sono riuscito a trovare quello che cercavo, e vi renderò partecipi.Intanto voi pensate a prenotare gli alberghi a Courmayeur! O affittiamo un appartamento?

Interrompo il tradizionale silenzio festivo per riportare le gradite impressioni di Ida Ferrari, appena tornata da Courmayeur.
Il festival si chiuderà stasera ma sono già stati assegnati i premi letterari (incredibile a dirsi, quest’anno ho azzeccato la previsione…).
Ecco il racconto di Ida sul Noir Festival.

“Dunque, cominciamo dalla cornice incantevole di Courmayeur. C’era la neve. Tanta, impalpabile, appena caduta. La prima nevicata venerdì notte. Sabato mattina c’era un sole splendido con temperatura mite. Addobbi natalizi ovunque e pubblicità del festival discrete sulle varie Mini che circolavano per il paese. In
definitiva un ambiente tra il raffinato e l’informale che quindi ti metteva a tuo agio.

Noi (io e mio marito) siamo arrivati venerdì 7 sera. In tempo per arrivare al Palanoir per la consegna del Raymond Chandler Award a Scott Turow presentato da Irene Bignardi (lui, Turow, l’ha definita la miglior giornalista letteraria italiana). Da parte dell’autore americano c’è stato poi un grazie multiplo per l’editore italiano (Mondadori) per l’agente italiano e per quello americano ecc. Fa venire i brividi il fatto che abbia venduto 25 milioni di libri (quale autore non proverebbe un po’ di invidia?).

A seguire la proiezione del film in concorso “The air I breathe” del registra Jieho Lee (molto giovane).
Il film con Andy Garcia aveva parti molto violente, ma magistralmente recitate. Il tema centrale del film era il fatto che il destino ha una parte essenziale nella vita di una persona e può cambiare in un momento la tua vita. Parla della vita (violenta) di vari protagonisti collegati tra loro da un peronaggio comune, il malavitoso interpretato da Garcia.

Il giorno dopo, l’Otto dicembre, al Jardin de l’Ange si è parlato di Eco-Crimine con Carlo Lucarelli, Sandrone Dazieri (a proposito: anche Sandrone ha raccontato il “suo” festival), l’editore Moro e un Sostituto Procuratore (del quale purtroppo non ricordo il nome).
L’editore (coraggioso) ha voluto sposare una letteratura di genere come quella del Noir a un problema purtoppo ancora piuttosto sommerso, ma diffusissimo come quello dell’Eco-crimine, che mette a rischio tutti quanti. Le storie pubblicate hanno sempre un fondo di verità e ci si augura che possano servire a sensibilizzare un pubblico più vasto rispetto a quelli già sensibili al problema.

DOPO SI E’ PARLATO DI TRIBU’. E qui c’ero anch’io sul palco (emozionata). La sala era piena.
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~ di diggy358 su Maggio 15, 2008.

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