Noir Poliziottesco: esce “Piombo 70″

Con un po’ di fatica e un po’ di tempo, forse ci si è arrivati al fatto che il genere, cosiddetto “poliziottesco”, non fosse qualcosa di negativo. Volevo segnalare infatti, che negli ultimi tempo, dovuto a non si sa quali particolari eventi, si stia cercando di sdoganare quell’approccio snob, che si era abituati ad assumere per giudicare questi film. Accogliendo in questo mio blog appieno, tra le opere giallo e noir, anche queste stupende prove cinematografiche legate a quel periodo di cambiamento e dalle forti ideologie. Ci pensa questo “lavoro saggistico” di Dario Gerace a cercare di mettere a posto le idee su questo filone e a fare di tutto per invogliarvi a seguire il “poliziottesco”. Davvero un bel lavoro. Il vostro prossimo acquisto. “Lo scrittore scrive, il lettore risponde!”

Dario Geraci
“Piombo 70- Il braccio armato del cinema italiano”
2008 

 

Roma a mano armata. Napoli si ribella. Milano violenta. Torino nera. La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori. La polizia incrimina, la legge assolve. Il cittadino si ribella. Italia ultimo atto.
Titoli giornalistici ad effetto, per far presa immediata sui lettori, ripresi dai quotidiani dei giorni scorsi?
Forse… Ma la nostra intenzione è invece portarvi indietro nel tempo di una trentina d’anni. E sfogliare i giornali non tra le pagine d’attualità e cronaca, bensì tra quelle degli spettacoli.
I “meno giovani” tra i nostri lettori li avranno probabilmente riconosciuti: sono alcuni dei titoli di un filone tutto italiano che furoreggiò nelle nostre sale cinematografiche lungo tutti gli anni ‘70, quando ancora c’erano le prime, seconde e terze visioni, tra sale eleganti e cinema rionali. I film sopra citati, assieme ad altri anche più noti (Milano calibro 9; La mala ordina; Tony Arzenta; Uomini si nasce, poliziotti si muore…), appassionarono un gran numero di spettatori dell’epoca, creando un piccolo fenomeno nazionale. Certo, furono pellicole di impegno e qualità assai diversi tra loro, generalmente a basso costo, ma che seppero imporsi con una personalità specifica, con una forte consapevolezza dei ritmi dell’azione violenta e spesso (al di là della natura “popolare” ed evasiva delle sceneggiature) con soggetti coraggiosi e poco propensi al compromesso. Questo genere, versione nostrana del police procedural nella sua variante più hard e nera, prese il nome di “poliziottesco”, una definizione con cui la critica ufficiale voleva sottolineare (come succedeva per lo “spaghetti western”) soprattutto l’aspetto di B-movie, senza considerare (se non di fronte a qualche sporadica incursione di registi più quotati) gli aspetti d’innovazione e di denuncia.
Ora, a distanza di tanti anni, il poliziottesco sta beneficiando di un processo di visione critica più onesta e meno snobista. Tra le opere di divulgazione uscite, di solito mirate alla soddisfazione del cinefilo più ferrato, ci fa piacere segnalare l’uscita di Piombo 70, di Dario Geraci, un lavoro saggistico capace piuttosto di stimolare la curiosità di chi potrebbe e vorrebbe approfondire la conoscenza del filone, orientandosi nel buon panorama di titoli riproposti oggi dal mercato del DVD.
Continua

~ di diggy358 su Giugno 6, 2008.

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