Sei pezzi da Ellroy
Come avevo predetto nella recensione di American Tabloid, eccomi qui a commentare il seguito, il secondo libro di quella che sarà una trilogia, quando l’anno prossimo si affaccerà sul mercato il terzo e conclusivo romanzo di quella che è l’America a stelle e strisce vista da James Ellroy, nell’arco di tempo che va dall’ascesi di John Kennedy a poco prima dello scandalo Watergate…Su questo “Sei Pezzi da Mille” tre sono i personaggi principali, due li conoscevamo già ed erano stati parte integrante di “American Tabloid”, e c’è una new entry, non meno interessante: Wayne Tedrow Jr, gli altri due sono Pete Bondurant e Ward Littell. Ritmo serrato come sempre, storie vere che si mischiano a finzione, persone realmente esistite che si confrontano e fanno affari con persone create dallo scrittore, il tutto in un confine di finzione e verità che lascia molto spesso di stucco, e a chiederci: ” Ma è tutto vero?”. Di sfondo il Vietnam, i traffici a Las Vegas, Bob Kennedy, Martin Luther King, l’onnipresente “Organizzazione”, la CIA l’FBI, ancora Cuba e via dicendo… Ellroy vuole fornire una realtà americana scomoda e ci riesce a pieno, anche se a sua detta, questo non è mirato a distruggere, ma a costruire, perlomeno provarci a costruire un’identità nazionale partendo dalle ceneri di un America in cui tutto e tutti hanno un prezzo, in cui serpeggia la corruzione, il doppio gioco e la leggerezza nell’uccidere persone. Come al solito più che coinvolgente, la caratterizzazione di ogni singolo personaggio è maniacale, lo stile è propriamente Ellroy, il migliore nel campo della crime-fiction…e non solo…
James Ellroy
“Sei Pezzi da Mille”
2001

“Mi hai creata tu. Vivi con la tua opera. Non mettere in dubbio le mie storie. Mi conoscerai. Ti diro` chi ero”. (James Ellroy, Sei pezzi da mille, p.148).
Luoghi, nomi, date: scandiscono lo stile del nuovo romanzo di Ellroy, creano il ritmo della ripetizione. Ripetere e variare, un jazz tormentoso: “Bob sembrava imprigionato. Cuba e` carta moschicida. Cuba e` sabbia mobile. Cuba e` colla. Vegas e` sabbia mobile. Barb lo sa. Barb se ne tira fuori. Pete lo sa. Pete ci rimane”.
Sei pezzi da mille e` il secondo romanzo di una trilogia dedicata alla storia americana, la storia nascosta, “la storia di alcuni uomini malvagi e del prezzo da loro pagato per definire in segreto il loro tempo. [...] Erano poliziotti corrotti e artisti del ricatto. Erano intercettatori, soldati di fortuna e cabarettisti froci. Se un solo istante delle loro esistenze avesse imboccato un percorso diverso, la Storia americana come noi la conosciamo non sarebbe esistita”. E` la microstoria nella mente del romanziere. L’omicidio, il ricatto, il traffico di armi, di droga, la mafia, e uomini senza nome. “Dedicato a loro” (American Tabloid, p.7).
American Tabloid: dal ‘58 al ‘63. Sei pezzi da mille: dal ‘63 al ‘68. Il volume finale: dal ‘68 al ‘73?. Il romanzo conclusivo lascera` fuori lo scandalo Watergate: Tricky Dick si dimettera` nel 1974.
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