3° appuntamento con Hammett: Il Falcone Maltese

Continuando con la saga di Dashiell Hammett ci avventuriamo in quello che è il terzo romanzo, ma suo vero e proprio capolavoro, a mio modestissimo parere. Il fatto che poi sia stato reso celebre e immortale dal film do John Houston, con Humphrey Bogart a fare la parte di Sam Spade, è tutto dire, perchè il romanzo sarebbe (spero) sicuramente sopravvisuto lo stesso. Per la prima volta (e anche per l’ultima, in un suo romanzo) appare la figura del detective Sam Spade. Tutt’altro che Marlowe, un investigatore stanco, depresso, demotivato, agnostico, cinico e duro come Spade, era all’epoca una novità ( e il primo fu proprio Hammett a rivoluzionare questa figura ) e nel contempo una nuova figura mitica a cui, i lettori “avanguardisti” del tempo, hanno fatto riferimento. Insomma, Hammett sta al noir e l’hard boiled come Mick Jagger sta ai Rolling Stones…Paint it Black!!!

Dashiell Hammett
“Il Falcone Maltese”
(1930)

Il terzo romanzo di Hammett, The Maltese Falcon (Il Falco Maltese) del 1930, vede come protagonista il detective privato Sam Spade.
Questo personaggio diventerà il simbolo stesso dell’autore, come Philip Marlowe per Chandler. Nota curiosa è il fatto che, al contrario di Chandler che dedicò tutti i suoi romanzi al personaggio, Sam Spade appare solo in questo romanzo e in alcuni racconti.
A contribuire alla fama di Spade è stata certamente la perfetta interpretazione, nella versione cinematografica del romanzo, ad opera di Humphrey Bogart (che fu altrettanto perfetto in altra sede nei panni di Marlowe) nel film di John Houston nel 1941.Ma il motivo principale resta indubbiamente la caratterizzazione fornitagli dall’autore: Sam Spade è ancora più cinico, freddo e calcolatore dei precedenti personaggi creati da Hammett.

La sua maggior dote è l’abilità diabolica di manipolare ogni cosa a proprio favore e la disinvoltura nel barcamenarsi in complicatissime situazioni, ricorrendo alla menzogna e al raggiro. E’ quanto di più ambiguo si potrebbe immaginare nei panni “dell’eroe positivo”. Certamente Spade è motivato da una propria morale, regolata da un proprio codice d’onore (ben diversa comunque da quanto professato e praticato dal Marlowe di Chandler).
Ma la vera filosofia di vita di Spade, la radice del suo pensiero, è la sopravvivenza ad ogni costo in un mondo la cui visione è altrettanto pessimistica quanto quella mostrata anche da alcuni grandi autori europei contemporanei di quegli anni. Mai come in questo caso la trama del romanzo diventa relativa di fronte ad un personaggio che regge da sè la narrazione, nulla togliendo ad una storia ottimamente congeniata, Sam Spade, investigatore, deve indagare sulla morte del suo socio,dopo che una bella signora ha offerto loro di seguire un tale che dice la donna, è scappato con sua sorella. Nel corso delle indagini si imbatte in un gruppo di loschi figuri legati alla donna ,alla ricerca di una statuetta raffigurante un falco che si dice sia tutta doro. C’è l’avventuriero maldestro, il ciccione straricco, la dark lady che racconta malissimo le bugie.
Fonte

“Questo romanzo non è solo un giallo (misto a nero) di brillantissima fattura. E’ anche uno dei capostipiti di un genere nuovo. Scrittori come Hammett (poi verrà anche Raymond Chandler) relegarono tra le anticaglie il classico giallo inglese, fatto di blandi sospetti e di geniali deduzioni. Come disse una volta il famoso capitano Joseph Shaw, inventore della rivista Black Mask: ‘Io e i miei collaboratori decidemmo di dare vita a un nuovo genere di racconti polizieschi, diversi da quelli già in uso al tempo dei Caldei’. Hammett e gli altri fecero sparire per sempre le vecchine che spiano il giardiniere colpevole, nascoste dietro tendine di pizzo o sorbendo una tazza di tè. Scomparvero le chiacchiere, sottoprodotto del romanzo inglese di conversazione, nelle quali si fa baluginare il nome dell’assassino. ‘Hammett’, dichiarò Raymond Chandler, restituì il delitto alla gente che lo commette per ragioni vere e solide e non semplicemente per dare un cadavere in pasto ai lettori’. Quelle ragioni ‘vere e solide’ sarebbero diventate nella nuova scuola del giallo detta hard-boiled (dei duri), una delle vene più copiose del realismo, pezzi d’America offerti alla voracità del pubblico. “
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~ di diggy358 su Giugno 18, 2008.

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