Effetto Collateral
Che Michael Mann fosse sinonimo di sicurezza, lo si sapeva già, ma quando uscì questo film, qualche anno fa, con un Tom Cruise volutamente “depatinizzato” (De Mauro appunta), l’imberbe Jamie Foxx e per sfondo una Los Angeles nuda e cruda, fuori dal clima orgiastico hollywoodiano, ho personalmente goduto!!!
Davvero una bella prova quella di Tom Cruise, sicario professionista e altrettanto quella di Jamie Foxx, tassista utopico, peggio di Travis Bickle (eheh), che dopo questo film ha iniziato la sua ascesa nell’olimpo (questa volta sì) hollywoodiano, i due tengono alto il ritmo di un film, che comunque ha una storia che la tiene alta già di suo. Il merito di Mann è di offrirci una Black Los Angeles, come non se ne vedevano da un pezzo e fa riflettere in molte parti del lungometraggio, regalandoci un buon noir in versione moderna. Assolutamente da vedere, sconsigliato a chi non apprezza questo sito
Collateral
di Michael Mann
con: Tom Cruise, Jamie Foxx, Mark Ruffalo
(2004)
La pellicola di Michael Mann- già autore di neo noir come Strade violente (1981), Manhunter (1986) e Heat- la sfida (1995)- ci regala un ottimo esempio di noir contemporaneo.
Protagonista assoluta di questa pellicola è la Los Angeles notturna contemporanea che fa da sfondo, accoglie e al tempo stesso risucchia i protagonisti: Max, un mite tassista, interpretato da Jamie Foxx che sogna di migliorare la propria condizione aprendo una ditta di auto di lusso e Vincent (Tom Cruise), sicario dalla mente lucida e razionale, incaricato di uccidere in poche ore sei testimoni di un’ inchiesta nel traffico di narcotici. Il tempo filmico è quello di un intera notte, nella quale gli eventi si susseguono ad un ritmo serrato e di pari passo si delineano le personalità dei due protagonisti, i quali arriveranno poi ad una resa dei conti finale.
Questa notevole pellicola è un ottimo esempio di noir metropolitano intriso di ansie e paure dell’ America contemporanea, il tutto rappresentato anche dal punto di vista formale senza patine o filtri propri di molti film hollywoodiani laccati affini a questo, sia dal punto di vista tematico che formale. Ciò grazie all’utilizzo di una macchina da presa digitale e del solo uso di luci presenti nel panorama urbano, ossia senza l’ausilio di luci ed attrezzature, tranne che in alcune scene, di consueto usate nell’industria cinematografica. L’immagine che ci viene offerta è quindi anche dal punto di vista visivo, quella non certo da cartolina, nonostante ciò non meno cristallina e brillante come ci viene mostrato soprattutto nelle bellissime riprese dall’ alto della città.
Fabrizio Catalani






Gran film, gren stile, un grande Tom Cruise.
Recentemente di Mann ho visto “Miami Vice”. Che dire, eccellente.
Ho visto questo film solo una volta, e lo rivedrò prossimamente. Ricordo alcune cose di Collateral: la telecamera digitale che ha usato Mann per le riprese; la bravura di Tom Cruise, che ha recitato mi pare sottotono in tutto il film, cosa quasi impossibile per lui; Mann è un regista eccezionale, ma Miami vice non mi è piaciuto tanto…
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