Il Re dell’horror/thriller…e delle vendite

Mi sembrava doveroso citare uno scrittore spesso criticato per il suo facile appeal, per il suo stile a volte troppo manierista e semplice ( come se essere ostico e arzigogolato fosse sempre sinonimo di qualità) e devo ammettere che anche io, talvolta, ho trovato qualche suo romanzo forse troppo scontato o raccontato “a favoletta” (scusate non so come altro dirlo, povero ignorante che sono).
C’è da dire che quest’uomo è un professionista dell’incubo, fosse stato qualche decennio più indietro avrebbe fatto compagnia di sicuro a personaggi come Poe (un idolo!) e Lovecraft (grande lenza anche lui!). Mi ha tolto il sonno IT, Shining e mi hanno appassionato con un brivido sulla schiena Carrie e molte sue raccolte, ma il libro che volevo proporvi è un grande must, una raccolta di 4 racconti che ha avuto anche un forte impatto sul cinema (3 su 4 sono diventati dei film, 2 in particolare dei “signori” film).
Si inizia con “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, e si riesce a notare subito di quanto questo scrittore sia multiforme e sappia raccontare una storia lasciando trasparire gran sentimentalismo: carcerati, evasioni e personaggi ben incastrati e una storia di fondo molto molto valida, che ha fatto la fortuna di un film chiamato ” Le ali della Libertà”.
Poi c’è The Body e qui non dico niente se non: chi non ha mai visto “Stand by me?” (io fino a poco tempo fa, ma questa è un’altra storia)…chiudono “un ragazzo sveglio” e “il metodo di respirazione” a sigillare e suggellare una raccolta davvero fantastica e da leggere indubbiamente.

Per quanto ormai lo si voglia a tutti i costi etichettare come horror writer, il tizio in questione non è solo questo, anzi, forse le prove migliori le ha date con il thriller o qualsiasi altro genere si sia imbattuto(vi dice niente “Il Miglio Verde”?). Volevo, con questo post, essere una voce nella rete che dice ai suoi detrattori: basta, smettetela, lasciatelo stare, sa il fatto suo!! Ma, appunto, sono solo una voce (flebile) nella Grande Mamma Rete!!!

Stephen King
“Stagioni Diverse”
1982

Non bisogna lasciarsi fuorviare dal breve riassunto della casa editrice riportato nelle righe soprastanti: in “Stagioni Diverse” di “brivido”, “orrore” e “storie agghiaccianti” non v’è molto, ma si sa la casa editrice deve vendere e il nome Stephen King dev’essere associato a tali definizioni.
In realtà qui ci troviamo di fronte al primo esperimento non horror del Re il quale, a mio modesto parere, ha rifilato una batosta clamorosa ai suoi detrattori: le quattro novelle (o meglio due novelle e due racconti…) sono di una bellezza deliziosa, a parte forse proprio l’unica ad avere connotati più tipicamente horror e cioè l’ultima. Ma analizziamole nel dettaglio.

Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank:
Quando lessi questo primo racconto ero giovane e inesperto, adoravo l’horror più puro e dissi: “Mah, che bisogno c’era di un remake di ‘Fuga da Alcatraz’?”. Quando alcuni anni dopo uscì il meraviglioso film “Le ali della libertà” da esso tratto, con Tim Robbins e il grande Morgan Freeman, rimasi folgorato e mi chiesi se fossi impazzito. Si tratta di una storia bellissima e andando a rileggere il racconto mi accorsi anche narrata in maniera superba.

Un ragazzo sveglio:
Qui il discorso si complica, in quanto in questa storia King ha ripreso il suo filone “claustrofobico”, anche se in maniera meno spettacolare che in “Misery” e “Shining”. Il risultato è un’ottima novella, come sempre narrata magistralmente, morbosa, triste, poco dinamica forse, ma inquietante in particolare per la follia del ragazzo che ti spiazza quando ti aspetteresti quella dell’ex gerarca nazista. Anche da questa novella è stato tratto un film, “L’allievo”, di Bryan Singer che ci aveva stupito e deliziato con “I soliti sospetti”, ma che non è stato sostenuto, questa volta, dalla brillante sceneggiatura del suo precedente film.
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~ di diggy358 su Giugno 18, 2008.

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