4° Appuntamento con Hammett: La chiave di vetro
E siamo giunti al penultimo con Hammett. Purtroppo su questo libro non sono riuscito a trovare molto in rete…meno male che l’ho letto. Questa prova risulta essere la preferita del buon Hammett, forse perchè mette come caposaldo del romanzo la corruzione politica, uno dei suoi argomenti preferiti…infatti la storia gira tutto attorno a un tirapiedi, un portaborse di un politico: una realtà fatta di bustarelle, ricatti, omicidi. Il bello è che non c’è il solito investigatore a prendere possesso della scena del romanzo, ma appunto questo anomalo (per un romanzo noir) personaggio…molto amato dall’autore per i cenni autobiografici di cui è permeato il romanzo…descrizioni e impressioni a parte, questi post a puntate sui 5 libri di Hammett, lasciano sottointendere il fatto che dobbiate leggerli tutti, io vi sto solo invogliando, ma Hammett è una lettura obbligata, non solo per gli amanti del genere…chi è stato così previdente da farlo già prima, comunque, lasciasse una sua impressione…
Dashiell Hammett
“La Chiave di Vetro”
(1931)
Arriviamo quindi al quarto romanzo di Hammett (la sua creazione prediletta, come dichiarato in seguito dallo stesso autore) The Glass Key del 1931 segna anche la fine del periodo creativamente più fertile di Hammett. Il tema attorno a cui ruota la trama del romanzo è quello della corruzione politica (tema particolarmente caro a Hammett).
Il protagonista, Ted Beaumont è l’immagine speculare del suo autore (questa è probabilmente un’altra delle ragioni di attaccamento a questa opera). Beaumont è alto, magro, coi baffi, è un forte bevitore, ed è malato di tubercolosi, è cinico e nel contempo un inguaribile idealista.
Stilisticamente molto più maturo, segno di un certo distacco dal genere di cui Hammett stesso fu artefice, e di una forte volontà di approfondimento verso temi più impegnativi, questo romanzo testimonia inequivocabilmente l’estrema versatilità dell’autore.
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