Cinema: Le Iene

Non lo avevo neanche nominato…Tarantino. Molte volte viene indicato come regista di tutti i generi possibili, ma mai nessuno gli riconosce (e so che lui lo vorrebbe) l’influenza che ha avuto dal noir (soprattutto nei primi film), dal poliziottesco italiano e dal thriller in generale…ed è così che vado a presentare, l’indiscutibile, per me capolavoro, che si chiama “Le Iene”, un noir a tutti gli effetti, toccato da momenti grotteschi ( che poi diventeranno tipici di Tarantino) ma che tutto sommato si regge sulla tecnica del flashback a racccontare dettagliatamente tutti i personaggi della storia, e man mano che i personaggi vengono presentati, la storia prende corpo e si comprende fin verso un finale da fuochi d’artificio. Importante il cast, che regge bene il film, a partire da chi ha permesso la produzione di questo film, l’immane Harvey Keitel, ad altri personaggi mica da ridere come Steve Buscemi, Michael Madsen, Tim Roth la buonanima di Chris Penn. Significativa la partecipazione come comparsa di Edward Bunker, voluta dal regista a tutti i costi, e il che la dice lunga…grande recensione del dottor Noir, gustatevela…
PS- Chi di Tarantino apprezza le ultime cose, o guardando Le Iene, penserà che non sia lui e non ne vorrà sapere, o ri-scoprirà un grande regista…


Le Iene
di Quentin Tarantino
con: Harvey Keitel, Steve Buscemi, Michael Madsen, Tim Roth, Chris Penn
1992

Lungometraggio d’esordio di Quentin Tarantino, a tutti gli effetti, uno dei maggiori esponenti del neo noir insieme ai fratelli Coen, tanto per citare alcuni tra quelli di maggior rilievo.

Regista di culto come ,ormai, tutti sapranno esclusivamente o quasi, ahimè, grazie alla pellicola seguente, Pulp fiction, la piu’conosciuta e decantata trascurando o addirittura ignorando l’esistenza di Rasevoir dogs, Le iene, il film in questione, davvero un’ottimo esempio di gangster-movie contemporaneo. In seguito Quentin oltre ad averci regalato un’altro film se pur inferiore ai precedenti nonostante questo di pregevole fattura come Jackie Brown, lo stesso purtroppo ignorato da molti, i quali sembrano aver dato sicuramente piu’ credito ai successivi lavori come Kill bill vol. 1-2 e Grindhouse – A prova di morte, i quali, naturalmente, a mio modo di vedere siano dei meri divertissement divertenti e divertiti e nulla piu’.

Ritornando alla pellicola che merita sicuramente di essere annoverata tra i nuovi classici del genere in questione, racconta di due criminali (di cui uno gravemente ferito) scampati a una rapina finita male si rifugiano in un capannone, stabilito come punto di ritrovo per tutta la banda. Man mano che arrivano gli altri si cerca di capire cos’è andato storto, e la situazione prende una brutta piega: si è trattato di una trappola? Chi ha tradito? Il sospetto cresce, fino all’esplosione finale.

La vicenda si svolge quasi per intero nel capannone dove si incontrano i gangster, vestiti tutti allo stesso modo e ognuno chiamato con il nome di un colore (Mr. White, Mr. Pink ecc.).

Su questo impianto teatrale si innesta una vertiginosa struttura a flashback, tipica del genere, infarcita di dialoghi brillanti da commedia (nera), come ad esempio nella sequenza d’apertura, in cui troviamo i membri della banda, gangster professionisti, parlare dei loro singoli musicali preferiti di Madonna, come fossero persone comuni intente a passare del tempo con argomenti occasionali e frivoli. Black Humor quindi e un’ esplosiva carica di violenza contraddistinguono quest’ottima pellicola intrisa di riferimenti, come già detto, al cinema noir-gangsteristico, che vanno dal Kubrick di Rapina a mano armata al Melville di Lo spione, passando per alcune pellicole italiane di maestri del genere, cosidetto poliziesco all’italiana, come Fernando di Leo, autore tra gli altri di Milano calibro 9 e Umberto Lenzi.

Nel film sono presenti sequenze di straordinaria forza espressiva, raggiunta anche grazie a un gruppo di interpreti di prim’ordine come Harvey Keitel, anche coproduttore del film, Tim Roth, Michel Madsen e Steve Buscemi, caratterista di talento tra i prediletti di Tarantino che ritorna in un piccolo cameo in Pulp fiction, e dei fratelli Coen, il quale lo ritroviamo in Fargo e ne Il Grande Lebowsky.
Fabrizio Catalani

~ di diggy358 su Giugno 19, 2008.

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